Thursday, July 19, 2007

Un'italiana a Chicago

Ciao a tutte,
scrivo contemporaneamente per il blog de La Leche League International e per Salllotto (lista italiana), cosi' se vedete che spiego cose ovvie per l'Italia, non prendetemi per matta.
Sono Carla, vostro agente all'Avana. NO, scherzo a Chicago. Sono Responsabile delle relazioni esterne de La Leche League Italia, per la prima volta ad una conferenza internazionale LLL.
Sto cercando di guadagnarmi il viaggio, e siccome non e' che capisca al cento per cento l'inglese, quando ho sentito che la testa era completamente vuota ho cercato di rilassarmi in altro modo, alcuni sarebbero andati a dormire, ma siccome il jet lag colpisce, quando avresti sonno e' ora di lavorare e quando e' ora di dormire sei sveglia come un grillo.
Quindi eccomi qui a raccontarvi. Sono le cinque del pomeriggio e da noi e' mezzanotte (+7).
Intanto il volo ha presentato non poche complicazioni, a Montreal il nostro bagaglio e' sceso per ULTIMO dalla pancia dell'aereo e chiaramente abbiamo perso la coincindenza per Chicago. Dopo tre ore (DICO TRE) di coda abbiamo saputo che il volo dopo era gia' pieno e fino al mattino seguente non ce n'erano piu. Quindi: o dormire a Montreal, o provare (provare ha detto la signorina) ad andare a Ottawa e prendere da li' una coincidenza per Chicago dopo un'ora, tempo comunque minimo ma l'aeroporto era piu' piccolo per cui ce la potevamo fare.
Cosi' abbiamo preso un ROTTAME tipo a sedici posti che per loro fa da autobus e siamo atterrate a Ottawa e da li' ce l'abbiamo fatta a salire sulla coincidenza che ci ha pertate dopo un'ora di balli a non finire nella tempesta di Chicago. Cioe', proprio tempesta no, pero' insomma, la chiamano windy city (citta' ventosa) mica per niente.
Ad aspettarci all'aeroporto c'era Michelle (la nostra AACL) che si e' fatta tutto il giorno di avanti e indietro, tipo Sherlock Holmes a cercare di capire dove fossimo finite (ovvviamente nessuno dei nostri cellulari era triband o come si dice, e le carte di credito all'aeroporto di Montreal non prendevano...) per cui non eravamo riuscite ad avvertirla del ritardo.
Metropolitana fino all'hotel e a quel punto erano circa 27-28 ore che non dormivamo. Potete immaginare? Uno spettacolo PIETOSO! Peccato che non ho il cavetto della macchina fotografica, senno’ potrei allegare delle foto simpaticamente spaventose!
L'Hilton e' immenso, immenso e imponente. Andate in rete, cercate Hilton Chicago e ammiratelo. Di fronte al lago, con quattro torri altissime e quattro alte la meta'... con tutto quello che e' giusto che abbia un Hilton, duecento fattorini che ti aprono la porta del taxi e pianista nella hall che suona frank sinatra... Solo che la gente e’ mista, c’e’ quella coi tacchi altissimi e il vestito nero con le spalline di brillanti e nel tavolino vicino la coppia di turisti in calzettoni e Birkenstock con sei figli tutti con la maglietta rossa uguale…
Comunque, fino a qui niente di strano se non che Cenerentola (io) e' arrivata a Chicago dalla Leche League. E sei subito a casa. La Leche League e' La Leche League dappertutto. Stessa atmosfera, stessi sorrisi che ci sono da noi, avete presente tutte la sensazione del primo convegno da tirocinanti? Ok. uguale. "Hy Carla how are you?" "Sorry, my english is not so good..." "Noooo, it's perfect, don't worry"... e sempre continuano tutte a chiedermi e a chiedere alle altre straniere: "Hai capito? Vuoi che parliamo piu' piano?"

Ed e' davvero come mi diceva Martina (la nostra ACL) qualche anno fa: riunioni SEMPRE, gruppi di lavoro, open space... la gente si ferma a parlare di tutto, ovunque, e l’albergo e’ immenso, pieno di sale e salette sempre con qualcuno che discute, che condivide, che mostra quello che fa e chiede… “tu da dove vieni, ah si' mi ricordo il tuo nome dalla mail, che buffo ti facevo diversa...”
Io mi sono occupata in questi tre giorni di lavoro serrato soprattutto di pubblicazioni, e di sito web. E’ stato uno shock arrivare qui e scoprire la prima serata, (durante la fiera delle pubblicazioni in cui tutte avevamo un tavolo per esporre la produzione nazionale e confrontarla... non vi dico che quantita' di poster, deplianti, traduzioni ... ) beh la prima sera ho scoperto che il sito E' CAMBIATO!!! non e' piu' blu, e' verde. VERDE!!! Andate a controllare!! Non ci sarebbe niente di male, anzi e' bellissimo, ma noi stiamo rifacendo quello de LLLItalia tutto sul blu... come il "vecchio" de LLLInternational... Ero sconvolta. Mamma mia, tutto da rifare?? Poi per fortuna abbiamo deciso di no.
Quindi: gruppo di lavoro sul sito, gruppo di lavoro sul cambiamento, gruppo di lavoro sulla globalizzazione, con domandine semplici semplici tipo "Secondo voi che differenza c'e' fra internazionale e globale?" Roba che uno ci deve pensare una settimana per trovare qualcosa di intelligente da dire, per fortuna non lo chiedevano direttamente a me... Pero' intanto qualcosa da dire lo avevo anche io, sul sito, sulla rete che si puo' costruire per le pubblicazioni, per esempio.
Abbiamo deciso di creare un UNICO archivio fotografico nella Community Network (che e' il futuro di tutte noi, finiremo tutte li', chi non c'e' ancora si prepari) di modo che da tutto il mondo si possa accedere e prendere quello che serve.
Oppure abbiamo capito che per tradurre, preparare e stampare le pubblicazioni (e questo interessa ad Antonella, la nostra APA) non ha piu' senso creare gruppio di yahoo. Basta mettere il materiale da lavorare su CN e tirarlo giu' una per volta a turno, e lo si lascia li' fisicamente non c'e' piu' una di noi che ha il file giusto, il file giusto e' sempre su CN, mi spiego? Cosi' non esistono piu' le mille versioni a,b,c,d, di uno stesso file che poi si perde e si manda in stampa quello vecchio...
E poi la gente che incontri... a parte Abu Dakn (la versione piu' simile a George Clooney, l'attore di ER, che esista sulla faccia della terra) che voleva andare in un jazz club, ieri sera eravamo a cena con Chele Marmet, quella del "metodo Marmet". Roba da stare con la faccia per terra, strisciando... Ha raccontato cose esilaranti sui suoi colleghi, tipo "il vero e il falso" e ci ha dato un sacco di spunti...
Durante i lavori in questi due giorni c'era uno specialista in comunicazione per grandi aziende che ci ha fatto ridere da morire ma nel frattempo ha lavorato sodo. Una delle cose che mi hanno colpita di piu' e' che, per farci capire come si possono vincere le resistenze al cambiamento, ci ha fatto fare un esercizio su noi stesse, provando a definirci ognuna di noi con tre aggettivi positivi, e chiedendoci quando ci ricordiamo per la prima volta di esserci definite da sole con il primo. Io con il mio aggettivo che ovviamente non vi dico, sono arrivata a decidere che avevo nove anni.
E poi ci ha chiesto: Siete sicure che da allora siete rimaste cosi' DAVVERO?
No, aveva perfettamente ragione! Sono 36 anni che uso quell’aggettivo per autodefinirmi e SBAGLIO! Cosi’ in parallelo (dopo tre ore di lavoro) il cambiamento nelle associazioni.
Stasera (fra un’ora) c’e’ una gita che ognuna di noi si e’ pagata per fare un pezzetto di giro del lago di Chicago ma c’e’ vento e mare grosso (cioe’, no, lago grosso) :-D
Vedremo.
Sheri, Michelle e Martina corrono sempre da un posto all’altro, da un appuntamento a un altro, non smettono mai di decidere e discutere qualcosa. Per fortuna ora e’arrivata Francesca, fra poco le altre italiane.
Per ora i lavori di questi due giorni (riservati alle amministratrici di area) hanno portato ad una serie di documenti dei vari gruppi di lavoro con moltissimi suggerimenti su come migliorare le pubblicazioni, il LAD, la comunicazione, i conflitti… Insomma, le cose che facciamo al nostro convegno in piccolo, ma tutto MOLTO piu’ grande.
Barbara Emmanuel, la presidente de LLLI, e’ una signora bionda con gli stessi occhi gentili che a quanto pare fanno parte del look LLL; quasi tutte abbiamo addosso qualcosa di azzurro, anche piccoli particolari. E poi ci sono un sacco di consulenti anziane che fanno un po’ soggezione, perche’ ti esaminano gentilmente fino dentro al cuore.
Nella enorme sala dove domani sera c’e’ il gala di inaugurazione (sempre sul sito dell’hilton cercatevi international ballroom) ci sono attaccati tutti i copricuscini che noi di tutti i paesi abbiamo realizzato, ho fatto le foto, tredici pannelli con circa venti cuscini ciascuno.. meravigliosi. Ognuno con un messaggio per i 50 anni de LLL. Anche questo e’ emozionante da brivido.
Mi fermo qui perche’ reclamano il computer.
Per oggi e’ tutto. Grazie di avermi dato questa opportunita'.
Un bacino stanco ma felice da
Carla

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